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DIRETTIVO BALNEARI SAN VINCENZO

Alla presenza (distanziata) del presidente della delegazione Busdraghi e del direttore Federico Pieragnoli, si è costituito il direttivo SIB San Vincenzo. E' stato eletto presidente Matteo Montagnani del Bagno Florida, ...

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SALDI INVERNALI, IN TOSCANA AL VIA IL 30 GENNAIO 2021

Le vendite di fine stagione non si apriranno come al solito il giorno prima dell'Epifania, ma saranno posticipate a fine mese. Lo ha deciso la giunta regionale della Toscana. Prima dei saldi ci sarà però quest'ann...

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Proroghe fiscali, agenti tra gli ATECO destinatari dei rimborsi, indennità

RISTORI-QUATER

È entrato in vigore il 30 novembre 2020 il cosiddetto Decreto “Ristori quater“, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Prevede la proroga delle imposte e delle dichiarazioni dei redditi, con l’obiettivo di so...

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Emergenza Covid-19 e credito

Consulenza gratuita per l'accesso al Fondo di garanzia per le Pmi

Per supportare le piccole e medie imprese in questo momento di difficoltà causato dall'emergenza Covid-19 l'area credito di Confcommercio Provincia di Livorno mette a disposizione un servizio di consulenza gratuita per le valutazioni di operazioni di credito e accesso al Fondo di garanzia per le Pmi.

Una consulenza mirata fornita da professionisti del settore e dedicata ad aziende, imprenditori e professionisti per dare un sostegno concreto in questo momento particolarmente difficile per le imprese del nostro territorio. La garanzia può essere concessa entro e non oltre il 31 dicembre 2020 anche alle imprese che non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019, ma che si sono trovate in una situazione di difficoltà in seguito all'epidemia Covid-19, e può essere finanziata per una durata massima di sei anni da 25.000 Euro fino a un massimo di 5 milioni di Euro.

Per maggiori informazioni e per ricevere una consulenza gratuita potete contattare lo staff Credito di Confcommercio Provincia di Livorno ai seguenti recapiti:
Sabrina Pucci, s.pucci@centrofidi.it, tel. 344.2544138
Daniela Salvi, d.salvi@centrofidi.it, tel. 344.2564258.

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Rimborso delle spese per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale (DPI)

BANDO IMPRESA SICURA

È stato pubblicato il bando “Impresa Sicura”, attivato da Invitalia, che consente il rimborso delle spese per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale (DPI) finalizzati al contenimento e al contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID19.

Beneficiari
“Impresa Sicura” si rivolge a tutte le imprese regolarmente costituite e iscritte come “attive” nel Registro delle imprese con sede principale o secondaria sul territorio nazionale.

Saranno oggetto di rimborso, nella misura del 100%, l’acquisto, sostenuto tra il 17 marzo 2020 e la data di invio della domanda di rimborso, di:

  • mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;
  • guanti in lattice, in vinile e in nitrile;
  • dispositivi per protezione oculare;
  • indumenti di protezione quali tute e/o camici;
  • calzari e/o sovrascarpe;
  • cuffie e/o copricapi;
  • dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;
  • detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici.


Contributi
È previsto un importo massimo per il rimborso pari a 500 euro per ciascun addetto dell’impresa richiedente, e fino a 150mila euro per impresa.

Per assistenza su questo bando: Sabrina Pucci 344/2544138, Daniela Salvi 344/2564258.

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"Chiediamo aiuto per modificare il calendario delle riaperture al pubblico"

CONFCOMMERCIO SCRIVE AL PREFETTO

Senza dimenticare di ringraziare per l'egregio lavoro svolto dalla Prefettura in questi mesi, nonché per la disponibilità più volte mostrata verso i dubbi e le domande dei nostti imprenditori, abbiamo chiesto al prefetto di
farsi parte attiva per sollecitare il Presidente
del Consiglio dei Ministri, magari di concerto con altre Regioni, a modificare il calendario delle riaperture al pubblico delle imprese del nostro settore.
Nessuno meglio delle istituzioni locali può articolare lo stato effettivo dei rischi e dello stato di preparazione, responsabilità e collaborazione alla limitazione del contagio che risulta dal territorio.
Come Confcommercio ci semtiamo pronti a prevedere:
- al 4 maggio (anziché al 18 maggio) la riapertura di tutte le attività del commercio al
dettaglio sia in sede fissa sia su area pubblica;
- al 18 maggio (anziché al 1° giugno) la riapertura dei pubblici esercizi.

In questi due mesi di lock down gli imprenditori da noi rappresentati hanno dimostrato serietà e grande senso di responsabilità, rispettando le regole in essere e approntando tutte le precauzioni previste. Sono dunque perfettamente in grado di continuare a dare il loro contributo attivo
nella gestione dell’emergenza sanitaria, anche nella ripresa della loro attività, che sarà
ovviamente improntata alla massima sicurezza e alla tutela della salute propria, dei propri collaboratori e dei clienti.
Una riapertura di queste imprese anticipata rispetto ai tempi annunciati dal presidente Conte verrebbe poi a correggere una evidente anomalia: attualmente sono infatti consentite attività e servizi potenzialmente più esposti ai rischi del contagio per il numero di persone coinvolte.
Non si capisce dunque come possa nuocere alla salute pubblica la riapertura di piccoli negozi, di pubblici esercizi, parrucchieri ed estetisti dove l’ingresso dei clienti sarebbe comunque contingentato.
Sottolineiamo inoltre la valenza sociale di una ripartenza delle imprese del terziario, per il ruolo che esse hanno nella promozione e diffusione, fra la cittadinanza, di comportamenti responsabili e rispettosi delle regole. Gli unici che, del resto, ci consentiranno di convivere con la pandemia in atto senza però rinunciare ad una qualità di vita accettabile.

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Il 4 maggio gli imprenditori Confcommercio invocano la riapertura delle attività

VOGLIAMO RIAPRIRE IN SICUREZZA

Per il 4 maggio 2020 alle 10:30 organizziamo un'azione pubblica per manifestare il forte disagio che stiamo vivendo a seguito delle misure contro il contagio, in particolare per il protrarsi del lockdown. 
Il messaggio che daremo è "Vogliamo riaprire in sicurezza". 
I negozianti apriranno le saracinesche ed accenderanno le luci, per ricordare la propria presenza alle istituzioni nazionali, che sembrano essersi concentrate esclusivamente sulla manifattura.
Si tratterà di azioni determinate in quanto coordinate a livello Regionale e Provinciale, ma del tutto pacifiche e lecite. Ci teniamo a precisarlo perché la situazione finanziaria il turismo, i servizi, il commercio e le professioni stanno lentamente sprofondando senza nessuna certezza di una ripartenza, gli operatori continuano a dimostrare responsabilità, altruismo e grande spirito di adattamento. La tragedia sanitaria attraversata e quella economica che stiamo vivendo non permettono atteggiamenti divisivi e aggressivi, ma pretendiamo sostegno e attenzione da parte delle istituzioni, se non altro per la consistenza economica e contributiva delle nostre imprese e per la capacità che avremo di risollevare il paese dallo sfacelo.

 

Alle porte verranno affissi manifesti di adesione all'iniziativa che potete SCARICARE QUI DI SEGUITO

IO PERCHE' NO
E IO QUANDO
E IO COME

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Il bando regionale in scadenza il 20 maggio 2020

EVENTI CALAMITOSI 28-30 OTTOBRE 2018

La Regione Toscana ha emanato un bando che prevede la concessione di contributi a fondo perduto in favore di quei soggetti che abbiano subito danni nei territori interessati dagli eventi calamitosi registrati in Toscana nei giorni 28-30 ottobre 2018.
Le spese ammissibili non possono superare il valore del danno indicato in perizia tecnica oobligatoria.
Sono beneficiari: le imprese, i liberi professionisti e gli altri soggetti (quali associazioni, fondazioni, comitati e altri enti non societari che esercitano un’attività economica non in forma principale) titolari di partita IVA ed iscritti al R.E.A. e localizzati in Toscana. Le imprese di tutti i settori eccetto quelli delle attività della sezione A della classificazione Ateco (Agricoltura)

Gli interventi ammessi sono:
1) ricostruzione in sito dell’immobile distrutto nel quale ha sede l’attività o che costituisce l’attività;
2) delocalizzazione, previa demolizione, dell’immobile distrutto o danneggiato nel quale ha sede l’attività o che costituisce l’attività, costruendo o acquistando una nuova unità immobiliare in altro sito nel territorio regionale toscano
3) ripristino recupero e manutenzione straordinaria di opere e impianti danneggiati o distrutti a seguito dell’evento calamitoso

Il bando prevede che, nel caso che sopraggiungano future disposizioni nazionali, il contributo potrà essere concesso anche per

- il ripristino o la sostituzione dei macchinari e delle attrezzature d'impresa danneggiati a seguito dell’evento calamitoso;
- l’acquisto di scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti danneggiati o distrutti e non più utilizzabili a seguito dell’evento calamitoso.


L'intensità di aiuto prevede:
1) per la ricostruzione del medesimo sito, la delocalizzazione in altro sito, il ripristino strutturale e funzionale dell’immobile nel quale ha sede l’attività d'impresa: il contributo è concesso fino al 50% dell’importo indicato in perizia;
2) per il ripristino o la sostituzione degli impianti danneggiati o distrutti a seguito dell’evento calamitoso: il contributo è concesso fino al 80% dell’importo indicato in perizia;
3) per le prestazioni tecniche (progettazione, direzione dei lavori etc), il 10%

Il contributo può essere richiesto sia per spese già realizzate che per interventi ancora da realizzare.

Nel caso in cui alla data di presentazione della domanda tutti i danni subiti e ammissibili a contributo siano stati ripristinati e siano comprovati da documentazione valida ai fini fiscali per un importo inferiore al valore delle perizia, ai fini del calcolo del contributo si considera l’importo della spesa sostenuta e documentata.
Ove, invece, alla predetta data, i lavori di ripristino di tutti i danni ammissibili a contributo siano stati eseguiti parzialmente, si considera anche l'ulteriore ed eventuale spesa stimata in perizia, per quelli non ancora effettuati.

Inoltre la procedura è accessibile anche alle imprese già beneficiarie o richiedenti il contributo di primo sostegno.
Per queste ultime l’importo del contributo sarà calcolato sottraendo quanto già riconosciuto a titolo di primo sostegno.

La scadenza per la presentazione delle domande: ore 23:59 del 20/05/2020. Si terrà conto dell'ordine cronologico

Per assistenza su questo bando: Sabrina Pucci 344/2544138, Daniela Salvi 344/2564258.

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Conferme anche per fioristi, negozi di scarpe per bambini, distributori di carburante

SI' ALL'ASPORTO. LA REGIONE APPROVA LA DELIBERA PER I PUBBLICI ESERCIZI

Dal 24 aprile è consentita, nel rispetto delle prescrizioni di cui all'ordinanza n. 38/2020 , la vendita di cibo da asporto da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e da parte delle attività artigiane.

Come da delibera regionale, la vendita per asporto sarà effettuata previa ordinazione on-line o telefonica, garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano per appuntamenti, dilazionati nel tempo, allo scopo di evitare assembramenti all'esterno e consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta, assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce;
Resta sospesa ogni forma di consumo sul posto.

Tutti gli esercizi commerciali, siano essi di vicinato, medie o grandi strutture di vendita, compresi i supermercati e i centri commerciali, nei giorni 25 aprile e 1 maggio hanno l’obbligo di chiusura al pubblico, ma possono effettuare la consegna a domicilio.

 

ATTENZIONE: CHIARIMENTO IMPORTANTE DALLA Regione Toscana

  • Nei giorni 25 aprile e 1 maggio gli esercizi di somministrazione di alimenti potranno effettuare la vendita per asporto.

    L'ordinanza n. 41 del 22 aprile, infatti, ha previsto questa possibilità soltanto per gli esercizi di somministrazione di alimenti, escludendo però gli esercizi che somministrano bevande o, nel caso somministrino entrambi, ha limitato  la possibilità di vendita per asporto soltanto agli alimenti.

    Il che significa che potranno vendere cibi da asporto ristoranti, attività artigiane alimentari quali, ad esempio rosticcerie, piadinerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio e simili. Potranno fare vendita per asporto anche gli alberghi con ristorante, se abilitati alla somministrazione al pubblico (ai sensi dell’art. 18, comma 2, lett. a) della L.R. Toscana 20 dicembre 2016, n. 86 ovvero il Testo unico del sistema turistico regionale).

  • Tutti gli altri esercizi commerciali, siano essi di vicinato, medie o grandi strutture di vendita, compresi i supermercati e i centri commerciali, nei giorni 25 aprile e 1 maggio hanno l’obbligo di chiusura al pubblico, ma possono effettuare la consegna a domicilio.
  • Possono restare aperte nei giorni festivi del 25 aprile e 1 maggio le rivendite di giornali (limitatamente alla vendita dei prodotti editoriali), le farmacie e le parafarmacie.

 

INOLTRE:

  • E' confermato che, ai sensi dell'ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 30 del 9 aprile 2020 la vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti e simili è consentita anche negli esercizi commerciali specializzati;
  • E' consentita la vendita delle calzature per bambini sia all'interno dei negozi specializzati in abbigliamento per bambini che nei negozi che commercializzano esclusivamente calzature per bambini;
  • E' consentito agli impianti di distribuzione di carburante funzionanti con la presenza del gestore di determinare liberamente l'orario del servizio e derogare a quanto previsto dall'articolo 96, comma 2, della legge regionale Toscana 62/2018 in ordine all'obbligo della presenza del gestore /elle fasce orarie di garanzia.

Per informazioni: Alessio Schiano, dalle 8:30 alle 13:00: 0586/1761011, turismo@confcommercio.li.it

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Ordinanza del 18 aprile 2020 su misure di contenimento sulla diff usione del viru COVID-19 negli ambienti di lavoro

MISURE DI PREVENZIONE CONTRO LA DIFFUSIONE DI COVID-19 NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

 

GESTIONE DEGLI SPAZI E PROCEDURE DI LAVORO

1. Per lo spostamento dal proprio domicilio al posto di lavoro e viceversa, sui mezzi pubblici è fatto obbligo di usare la mascherina ed è raccomandato l'uso di guanti protettivi monouso o la pulizia/sanificazione delle mani prima e dopo l'utilizzo degli stessi. Ove possibile, è consigliato anche l'uso dei mezzi della mobilità sostenibile individuale o di coppia (bicicletta e mezzi elettrici). Nel caso dell'auto privata con due persone si raccomanda l'utilizzo della mascherina;


2. La distanza di sicurezza interpersonale nei luoghi di lavoro per la prevenzione del contagio da COVID-19 è di norma determinata in 1,8 metri. Se non fosse possibile osservare questa distanza sarà necessario introdurre elementi di separazione fra le persone o l'utilizzo di altri dispositivi come mascherine FFP2 senza valvola per gli operatori che lavorano nello stesso ambiente. Qualora le mascherine FFP2 non fossero reperibili è sufficiente utilizzare contemporaneamente due mascherine chirurgiche.


3. In riferimento al punto 2 è comunque obbligatorio l'uso della mascherina negli ambienti di lavoro pubblici e privati:
a) in spazi chiusi in presenza di più persone;
b) in spazi aperti quando, in presenza di più persone, non è garantito il mantenimento della distanza interpersonale.


4. In presenza di febbre o altri sintomi influenzali, suggestivi di COVID-19 è fatto divieto di recarsi sul posto di lavoro ed è obbligatorio rimanere al proprio domicilio. Il datore di lavoro si attiva per assicurare quotidianamente, all'inizio del turno di lavoro, il rispetto della presente disposizione o utilizzando idonei strumenti di misurazione della febbre o anche mediante autodichiarazione da parte del dipendente.


5. Prima dell'accesso al posto di lavoro è necessario detergersi accuratamente le mani, utilizzare la mascherina protettiva e, ove compatibile o richiesto dall'attività, utilizzare guanti monouso. La frequente e minuziosa pulizia delle mani è raccomandata in più momenti dell'attività lavorativa. Il datore di lavoro installa nei luoghi di lavoro idonei e diffusi dispenser per detergere le mani, inoltre, fornisce mascherine protettive e eventualmente guanti monouso. Qualora non fosse reperibile il gel detergente, effettuare il normale lavaggio con acqua e sapone; 


6. Deve essere garantita la sanificazione degli ambienti con frequenza di almeno una volta al giorno e comunque in funzione dei turni di lavoro. Deve essere garantito quanto più possibile il ricambio dell'aria. La sanificazione può essere svolta tramite le normali metodologie di pulizia utilizzando prodotti quali etanolo a concentrazioni pari al 70% ovvero i prodotti a base di cloro a una concentrazione di 0,1% e 0,5% di cloro attivo (candeggina) o ad altri prodotti disinfettanti ad attività virucida, con particolare attenzione alle superfici toccate più di frequente (ad esempio porte, maniglie, tavoli, servizi igenici etc). Tali adempimenti devono essere ordinariamente registrati da parte del datore di lavoro o suo delegato, su supporto cartaceo o informatico, con auto-dichiarazione.


7. Laddove siano presenti impianti di areazione deve essere garantita la sanificazione periodica, secondo le indicazioni contenute nel Rapporto ISS COVID-19 n. 5/2020. Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell'infezione da virus SARS-CoV-2 
Dove impossibile gli impianti di areazione devono essere spenti garantendo la massima ventilazione dei locali.


8. Il datore di lavoro informa tutti i propri lavoratori circa le disposizioni di questa ordinanza, consegnando e/o affiggendo all'ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali, appositi depliants informativi.

 

 

DISPOSIZIONI SPECIFICHE PER GLI ESERCIZI COMMERCIALI

Per gli esercizi commerciali sono disposte le seguenti ulteriori misure di contenimento:
a) l'obbligo di prevedere accessi regolamentati e scaglionati dell'utenza, in modo tale che all'interno sia mantenuta di norma la distanza interpersonale di almeno 1,8 metri e l'obbligo di regolamentare l'accesso all'interno in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita. Per i locali fino a 40 mq è consentito l'accesso ad una sola persona;
b) ove possibile, sui banchi e alle casse, si raccomanda di posizionare pannelli di separazione tra i lavoratori e l'utenza;
c) l'ingresso negli esercizi è consentito solo a chi indossa la mascherina protettiva che copra naso e bocca. E' fatto obbligo di sanificare le mani o di utilizzare i guanti monouso. Laddove possibile è preferibile per le mani l'adozione di entrambe le misure. All'ingresso dei negozi sono posizionati dispenser per detergere le mani e/o guanti monouso;
d) l'obbligo di esporre idonei cartelli all'ingresso per mantentere la distanza interpersonale di norma di 1,8 metri;
e) l'obbligo di consentire l'ingresso di una sola persona per nucleo familiare, salvo bambini e persone non autosufficienti;
f) nei casi in cui la spesa venga effettuata con carrelli e cestelli, si raccomanda di posizionare presso la zona di prelievo dispenser con liquido disinfettante e carta assorbente a disposizione del cliente per la relativa pulizia;
g) nei mercato all'aperto è fatto obbligo di mantenere di norma la distanza interpersonale di 1,8 metri e di posizionare presso i banchi dispenser con liquido per la sanificazione delle mani e/o guanti monouso.

 

 

DOCUMENTI DA PRODURRE

Protocollo Anti-Contagio
- I datori di lavoro hanno l'obbligo di redigere un protocollo di sicurezza anti-contagio che preveda l'impegno all'attuazione delle misure sopra descritte.
- Le attività già aperte devono trasmettere il protocollo anti-contagio alla Regione Toscana all'indirizzo protocolloanticontagio@regione.toscana.it entro 30 giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza (18 aprile 2020); per le altre attività la trasmissione del protocollo dovrà avvenire entro 30 giorni dalla riapertura.
- Il protocollo anti-contagio dovrà essere sempre reso disponibile presso l’attività per i controlli previsti dalla legge.

 

Moduli per redazione protocollo


Cartelli da esporre

 

Per informazioni 0586/1761011, turismo@confcommercio.li.it

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Pieragnoli sulle ordinanze regionali

CONFCOMMERCIO LIVORNO: "LA PANDEMIA SIA OCCASIONE PER FARE SISTEMA, NON PER ALZARE MURI RISPOLVERANDO TONI ANACRONISTICI"

Questa terribile pandemia, che ci sta mettendo in ginocchio, dovrebbe essere l’occasione per tornare davvero a fare sistema e non per alzare muri rispolverando in maniera inappropriata toni anacronistici da lotta di classe. Per questo motivo siamo profondamente dispiaciuti e offesi del modo in cui il presidente della Regione ha stigmatizzato imprese e imprenditori con la sua ultima ordinanza”. Lo dichiara il direttore della Confcommercio di Livorno Federico Pieragnoli, auspicando invece “un clima più collaborativo, dove tutti si sentano parte in causa nel sostenere il sistema imprenditoriale, che è patrimonio comune in quanto fonte di occupazione e di ricchezza per tutti”.

Ad offendere la Confcommercio sono alcune delle nuove regole imposte con l’Ordinanza regionale del 13 aprile scorso: “intanto, non si capisce perché si continuino ad applicare due pesi e due misure, guarda caso sempre a favore della grande distribuzione. Se infatti il distanziamento sociale da rispettare obbligatoriamente è di mt 1,80 nei negozi di vicinato, nei centri della grande distribuzione può restare di un metro, come del resto prescrive anche la legislazione nazionale”. Altro punto critico dell’ordinanza è l’aspetto relativo al controllo giornaliero della salute dei dipendenti. “Si affida ai datori di lavoro la responsabilità, anche penale, di misure che si configurano come vere e proprie “prestazioni impossibili”, a partire dal controllo della temperatura. Come può il titolare di un’attività garantire ed essere responsabile della salute dei suoi dipendenti e, per esempio, assicurare che non ci siano i sintomi della malattia, neanche fosse un medico?”, si chiede Pieragnoli. “Questo è il momento delle decisioni coraggiose”, ribadisceil direttore di Confcommercio Livorno, “la politica ha l’occasione di mostrarsi davvero vicina alle imprese e alle famiglie ma deve farlo con provvedimenti equi, legittimi e di buon senso. Non esasperando le differenze, ma facendo sentire tutti partecipi dello stesso piano, che è poi quello di ricostruire insieme il nostro futuro prossimo, Siamo a fianco della Regione Toscana in tante delle sue scelte, che abbiamo apprezzato. Ma chiediamo con forza che si abbassino certi toni e si porti rispetto al mondo delle piccole e medie imprese, che è la vera ossatura dell’economia toscana”.

"Siamo certi che l'amministrazione regionale vorrà essere a fianco di tutte le tipologie di impresa. A questo proposito facciamo notare che la Regione Emilia Romagna ha stanziato una dotazione iniziale di 10 milioni di euro, risorse finalizzate all’abbattimento dei costi per l’accesso al credito delle PMI e dei professionisti. Un gesto concreto per la ripresa del sistema produttivo".

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CONFCOMMERCIO: INAMMISSIBILE FAVORIRE LE IMPRESE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE A DISCAPITO DELLE ALTRE, SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO

Dopo la decisione della Regione Toscana di autorizzare la vendita di materiale di cancelleria, giocattoli, fiori e piante all’interno dei supermercati, l’associazione di categoria alza la protesta a nome di cartolerie e cartolibrerie, fioristi e giocattolai “

Il provvedimento della Giunta Regionale, che autorizza la vendita di cancelleria, giocattoli, fiori e piante all'interno dei supermercati escludendo i negozi al dettaglio è semplicemente una vergogna!”. E' il direttore di Confcommercio Provincia di Livorno Federico Pieragnoli a chiamare in causa i massimi vertici regionali: “Anche se siamo a Pasqua e non a Natale si tratta di un enorme e inaccettabile regalo ai supermercati e alla grande distribuzione che già oggi godono di una posizione stradominate. Non si può sfruttare la pandemia per mettere definitivamente in ginocchio i negozi al dettaglio e le attività di vicinato, che nonostante la chiusura, si erano faticosamente attrezzate per le vendite a domicilio. Perché questi vantaggi alla  GDO? Il Garante per la concorrenza dovrebbe intervenire immediatamente per sanare una disparità intollerabile tra attività dello stesso settore. L'illogicità e l'aberrazione del ragionamento è talmente evidente che si è arrivati al punto di consentire di vendere generi non alimentari come cartoleria, fiori e giocattoli all'interno dei negozi alimentari (vedi grande distribuzione), ma vietandone la vendita presso gli stessi esercizi al dettaglio specializzati in quei generi! Azzeccagarbugli non sarebbe avrebbe saputo fare di meglio!” Conclude il direttore di Confcommercio “Questo provvedimento, che va a ingrassare gli unici affari che non risentono della crisi pandemica, è contrario ad ogni buon senso e va in direzione diametralmente opposta rispetto alle stesse esigenze di salute pubblica, perché non farà altro che aumentare le file già sterminate davanti ai supermercati e il tempo di permanenza delle persone all'interno degli stessi”.

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Indennità COVID-19

INDENNIZZO 600 EURO

Ecco la circolare INPS che chiarisce quali sono le imprese che hanno diritto a richiedere l'indennizzo dei 600 euro con richiesta sul sito INPS a partire dal 1 aprile 2020.

La domanda può essere compilata con immediatezza dai singoli richiedenti.

Se qualcuno incontrasse difficoltà può chiamare Confcommercio allo 0586 1761011.